Il bacino d'utenza de La Destra da: "il Corriere della Sera" del 10 marzo:
<< Nel corso della campagna elettorale condotta sino a questo momento, La Destra ha cercato di intercettare due target diversi di elettori. Da un verso, si è comprensibilmente diretta verso coloro che sentono ancora forte il sentimento identitario de La Destra. Ma, rendendosi probabilmente conto che si tratta di un segmento assai limitato di popolazione, ha anche cercato di incidere su altri settori di elettorato, tendendo soprattutto a presentarsi come forza «nuova» e «diversa» dai partiti tradizionali. Con lo scopo evidente di attirare in questo modo anche strati non legati necessariamente al segmento «estremo» dello scenario politico in cui La Destra si colloca. Con quali esiti?
■ Il sondaggio
Sino ad oggi, La Destra pare, secondo gli ultimi sondaggi, ottenere il 2-3% dei consensi. Si tratta di una quota relativamente modesta, che permetterebbe al partito di ottenere i rimborsi per la campagna (previsti per chi ottiene almeno l’1%, anche in caso di insuccesso di tutti i candidati), ma non consentirebbe di superare la soglia del 4% che apre la possibilità di ottenere seggi alla Camera dei Deputati. Insomma, se si confermasse l’attuale livello di adesione, La Destra non avrebbe nessuna rappresentanza parlamentare.
C’è da dire, tuttavia, che la forza capeggiata da Storace e dalla Santanché gode di un bacino potenziale assai più ampio. Esso è composto da coloro che, pur non avendo deciso di votare per il partito, dichiarano di «prenderlo in considerazione» in vista della scelta futura. Costoro costituiscono poco meno del 14% dell’elettorato. In buona parte essi votano oggi per il Pdl. C’è tuttavia una più minuta presenza di elettori potenziali per La Destra in tutti gli altri partiti, compreso il Pd, tanto che il 9% dei votanti potenziali per La Destra attualmente vota Pd.
Gli elettori che attualmente esprimono l’intenzione «certa» di votare per La Destra si trovano in misura proporzionalmente maggiore nel centro-sud, in particolare nelle grandi città, specialmente a Roma. Sono in larga misura cattolici praticanti in modo regolare o quasi: mediamente si recano alla Messa 1-4 volte al mese. Ma l’elemento più caratterizzante dei votanti per La Destra rispetto all’elettorato degli altri partiti è costituito dall’età relativamente minore. Sono cioè i giovani, specie coloro che hanno fino a 20 anni e sono dunque al primo voto ad essere attratti, in misura più che proporzionale dalla scelta per la lista della Santanché. Il motivo sta, probabilmente, nel carattere «radicale» di questa forza politica. Un connotato che mobilita spesso le persone più giovani. >> di Renato Mannheimer
martedì 11 marzo 2008
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1 commento a questo post:
Vi chiediamo aiuto visto che tutti i media ed i politici tacciono.
vi inoltriamo questo comunicato disperato........
COMUNICATO STAMPA
LETTERA APERTA:
AL PONTEFICE PAPA BENEDETTO XVI, AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO, AL PRESIDENTE DEL PDL, SILVIO BERLUSCONI, AL PRESIDENTE DEL PD WALTER VELTRONI, AL MINISTRO DELLA SALUTE LIVIA TURCO, AL MINISTRO DELLE PARI OPPORTUNITA’ BARBARA POLLASTRINI, AL MINISTRO DELLA FAMIGLIA ROSI BINDI, AL MINISTRO DELLE POLITICHE SOCIALI PAOLO FERRERO, AL VICE MINISTRO DELLA FAMIGLIA PAOLO COLAIANNI, A TUTTI I PRESIDENTI DELLE REGIONI ITALIANE, A TUTTE LE FORZE POLITICHE, A TUTTE LE AGENZIE DI STAMPA, A TV PUBBLICHE ED INFINE AL MONDO WEB.
SCIOPERO DELLA FAME PER CINQUE DISABILI GRAVISSIMI,
CONTRO L'EUTANASIA "PASSIVA" DELLO STATO ITALIANO
"L'assistenza ai disabili deve essere un punto prioritario del programma elettorale"
Non ce la facciamo più a sentirci abbandonati dallo Stato. A sentirci soli, indifesi e senza la possibilità di far sentire la nostra voce e la nostra sofferenza. Così noi cinque: Gabriella Villari Salvatore Crisafulli Carmelo Spataro Emanuela Lia Carmela Galeota, che vogliamo rappresentare la volontà di altri migliaia di disabili italiani abbiamo, deciso di iniziare uno sciopero della fame e rifiutare qualsiasi tipo di cura, fino a quando lo stato italiano non ci assicurerà un'assistenza 24h su 24, come prevede la legge 162 del 1998. Viviamo nella perenne angoscia.
GABRIELLA VILLARI
Gabriella Villari, 44 anni, che vive a Catania, è tetraplegica a causa di una rara malattia congenita (morbo di Arnold Chiari) da quando ne ha 19. Fino a oggi l'ha assistita suo padre, broncopatico e quasi ottantenne, che ora non riesce più a far fronte alle sue esigenze vitali. Gabriella scrisse nel febbraio del 2007 anche al capo dello stato il suo "J’ACCUSE ALLO STATO ITALIANO CHE RITENGO IL MIO ASSASSINO POICHE', PRIVANDOMI DELL’ASSISTENZA DOMICILIARE CONTINUATA, ACCELERA LA FINE DELLA MIA AVVENTURA TERRENA." Senza mai aver ottenuto risposta.
Gabriella lo scorso 3 Marzo ha scritto un altra lettera alle massime autorità dello stato per comunicare questa forma di protesta:
"Comincio uno sciopero della fame a oltranza e rifiuto di curarmi l'anemia con le trasfusioni, fin quando i rappresentanti degli schieramenti politici che concorrono al Governo dell'Italia non mettono in priorità nei programmi, i problemi dei disabili, assicurando a questi pari opportunità e una vita dignitosa". Gabriella Villari combatte da molti anni questa battaglia, scrivendo queste parole a conclusione del racconto della sua storia:
"...C'è un'energia nel mondo oltre a quella del sole, della luna, delle stelle, del mare. C'è l'energia di chi ha la forza di soffrire senza pesare ad altri e nello stesso tempo ha tanta voglia di vivere, gioire e amare".
SALVATORE CRISAFULLI
Salvatore Crisafulli, 43 anni, inchiodato al letto in condizioni di minima responsività, in quella che si chiama sindrome di Locked in, da quasi 5 anni, dopo che si è risvegliato miracolosamente da uno stato di coma, in seguito a una incidente stradale che risale all'11 settembre 2003. Un caso ormai noto in tutto il mondo definito come Terri Schiavo, confermato anche dal fratello Bobby Schindler lo scorso 27 Febbraio.
Oggi Salvatore, che solo grazie a un sofisticato software comunica muovendo la testa e gli occhi, mantiene contatti in internet, attraverso le nuove tecnologie e i nuovi sistemi di comunicazione (blog, myspace), è un esempio di chi combatte contro l'eutanasia, per la sua voglia di vivere, di continuare a sperare, anche grazie all'impegno di tutta la sua famiglia.
Salvatore si è sempre dimostrato sensibile anche alle storie e al dolore di altre persone che, come lui, si trovano in condizioni fisiche terribili. E venendo a conoscenza del caso di Gabriella Villari, ha voluto anche lui affiancarla in questa battaglia chiedendo, a noi familiari di "non essere alimentato per alcuni giorni e non essere sottoposto alle terapie, anche sapendo che questo mi porterà a gravi conseguenze di salute o addirittura a rischiare di morire". "Questo - ci ha comunicato Salvatore - non vuol dire che voglio morire, ma credo che è giusta la protesta di Gabriella Villari, alla quale mi affianco in questa battaglia, iniziando da oggi uno sciopero della fame, pur sapendo di rischiare di morire.
E' necessario che al disabile grave gli venga assicurata un'assistenza 24 ore su 24, come previsto dalla legge 162. Cosa che manca al disabile perché si vuole ottenere il necessario ed il giusto anche per avere una vita indipendente, come prevede la legge. Ma in Italia si hanno le prove, la Sanità non prevede questo tipo di appoggio alle famiglie, che sono tantissime e che vivono queste terribili situazioni. Anzi, molto spesso le famiglie vengono abbandonate, come era accaduto a Salvatore, e per questo molti chiedono l'eutanasia più per togliersi un peso che per altro.
E' gravissimo questo anche in virtù di quello che sottolinea ogni volta il Papa, cioè che lo stato di coma è comunque vita, come ho dimostrato anche con la storia di Salvatore. Questi, infatti, sostiene che: "I politici oggi iniziano la campagna elettorale per le prossime elezioni, ma parlano di tutto meno che di questo gravissimo problema della nostra società. Facendo addirittura prime pagine sui giornali ed apertura di tg. Cosa fare con i disabili gravi?
Vogliamo che sui programmi, la legge per i disabili venga inserita come priorità, perché la situazione ormai è all'estremo, molte persone vivono in condizioni disperate e di casi ne conosco tantissimi.
Inizio anch’io quindi uno sciopero della fame, rischiando di morire, come forma di protesta, poi siamo pronti anche a organizzarci e manifestare. Ma meglio ancora, perché questi politici in giacca e cravatta non iniziano a fare il giro nelle nostre case e non ci vengono a trovare? Li invito subito personalmente perché capissero la gravità della situazione".
CARMELO SPATARO
Carmelo Spataro ha 70 anni, che vive in stato vegetativo prolungato da 15 anni a causa di un incidente sul lavoro. Vive a Castelfiorentino (FI). Mai avuta assistenza, ed ha pagato addirittura le visite specialistiche assistito dalla moglie con un figlio totalmente disabile perché cieco vivendo tutti in una sola camera. All'appello lanciato da Crisafulli e Gabriella Villari ha risposto subito, accettando anche lui di partecipare allo "sciopero della fame", rischiando oggettivamente di morire da un giorno all'altro, visto che attualmente si trova in condizioni di salute molto delicate.
EMANUELA LIA
Emanuela Lia, 36 anni, vive in stato vegetativo da 15 anni in seguito ad un violentissimo incidente stradale. Vive a Tricase (LE) assistita dai suoi familiari che si sono completamente dedicati a lei. La famiglia non si sente garantita dallo Stato ed è abbandonata a se stessa; addirittura si devono pagare per intero alcuni farmaci salvavita per Emanuela. Per quanto riguarda la fisioterapia (che in questo caso è vitale) ci mandano un fisioterapista due volte la settimana per 20 minuti. Non abbiamo, inoltre, nessun sostegno psicologico per affrontare questa lunga strada in salita, che alla lunga,logora i nervi. Non per la fatica che comporta, ma per l’ansia e la disperazione di sapere che la ragazza può anche -per un qualsiasi motivo- non arrivare a domani.
CARMELA GALEOTA
Carmela Galeota 41 anni, vive in stato vegetativo dal 1993, a causa di un gravissimo incidente stradale. Vive a Ginosa (TA) solamente con la madre di 62 anni, senza assistenza senza le necessarie attrezzature "assistenza? chi la conosce? –dice la mamma- viene un fisioterapista una sola volta e per 20 minuti. Vorrei scappare via dall'Italia ma dove vado?" Anche Carmela e sua madre si sono uniti accettando di partecipare allo sciopero della fame, causandone gravi conseguenze.
Mica siamo obbligati con forza ad accudire ed alimentari i nostri congiunti!
Ci aspettiamo risposte immediate dai politici italiani.
Il tempo ormai è scaduto!
Comunicato raccolto e trascritto dalla famiglia di Salvatore Crisafulli.
Per info: www.salvatorecrisafulli.it 392-4802536
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